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Errore nell’accesso a convisioni Windows 7 da parte di Windows XP

http://stufftons.ru/phuket-kupit-beliy.html Per alcune applicazioni è conveniente (sia come prezzo, sia come flessibilità) utilizzare un PC con Windows 7 da server per una piccola rete LAN. Nel mio caso il PC Windows 7 deve condividere delle cartelle in rete che contengono dati di alcune applicazioni.

http://szett.de/merit/kupit-pyatku-bolhov.html Dopo un certo numero di giorni di funzionamento ininterrotti, tentando di accedere da un pc con Windows XP ad una delle cartelle condivise del server con Windows 7 Professional è possibile che si presenti un messaggio di errore simile a questo:

follow site watch “Impossibile accedere a SERVER. Autorizzazioni insufficienti per accedere a \\SERVER\CONDIVISIONE. Contattare l’amministrazione della rete per richiedere l’accesso.”

http://amazingshops.ru/barnaul-kupit-sneg.html Al contempo, se nella rete ci sono altre postazioni con Windows 7 o Windows Vista, esse accedono tranquillamente.

Купить марихуану в минске In prima istanza ho riavviato il servizio Server del PC con windows 7 e le condivisioni sono tornate accessibili da tutte le postazioni della rete. Ma il problema si ripresentava sempre più frequentemente.

http://www.masmasia.com/monstrous/defikydu.html Sul server con Windows 7, quando si presenta l’errore, viene creato nel registro eventi un messaggio simile a questo:

Препарат COLDEXPHAN follow site “Il server non ha potuto allocare memoria non di paging. È stato raggiunto il limite configurato per allocazioni di memoria non di paging.”

Маркс купить cocaine Per risolvere il problema è sufficiente modificare il valore di questa chiave di registro sul server con Windows 7

http://www.perimetral.com.br/adopt/153.html http://bomekshor.ru/korenovsk-kupit-kokain.html HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\lanmanserver\parameters\size 

see Di default è 1, portarlo a 3.
Qui di seguito il significato dei valori:
1 = Minimize Memory Used
2 = Balance
3 = Maximize Throughput for File Sharing and Maximize Throughput for Network Applications

http://telegra.ph/Kupit-Gerdos-Konstantinovsk-04-16 Dopo aver riavviato il PC il messaggio di errore non apparirà più.

Resettare la password di root su CentOS

 

Di seguito la procedura per cambiare / reimpostare la password su sistema operativo CentOS
  1. Quando si presenta la scelta dei due kernel (2.6.xxxx)
  2. selezionare la prima voce
  3. premere il tasto e per modificarla
  4. andare alla seconda riga (inizia con la parola kernel)
  5. premere il tasto e per modificarla
  6. Aggiungere la S maiuscola alla fine della riga
  7. Premere INVIO
  8. premere la lettera b per avviare il sistema
  9. quando si arriva al prompt dei comandi digitare il comando passwd ed inserire la nuova password

se da errore e dice che il filesystem non è montato digitare il seguente comando

# mount -o remount,rw /

infine digitare i due comandi seguenti per scrivere le modifiche e riavviare la macchina.

# sync
# reboot

Installare VirtualBox su CentOS 6

La politica di VMWare ha purtroppo escluso dall’ambiente server delle soluzioni valide per la virtualizzazione. L’affidabilissimo e stabilissimo VMWare Server non è più supportato dai recenti sistemi operativi, per cui ho deciso di passare alla soluzione di Oracle che, nonostante sia più macchinosa per l’installazione e la configurazione (è pur sempre un ambiente nuovo) rappresenta comunque una soluzione concreta e affidabile.
La procedura di installazione su CentOS 6 è la seguente:
innanzitutto è necessario installare dei requisiti
yum install -y libXmu kernel-headers gcc dkms kernel-devel
dopodichè è possibile scaricare ed installare con rpm l’installazione di VirtualBox 4 oppure è possibile aggiungere il repository e lasciare che sia il sistema yum a fare il lavoro sporco 🙂
Per aggiungere il repository posizioniamoci nella cartella corretta:
cd /etc/yum.repos.d/
e scarichiamo i riferimenti:
wget http://download.virtualbox.org/virtualbox/rpm/rhel/virtualbox.repo
infine procediamo all’aggiornamento dei pacchetti disponibili ed all’installazione:
yum update
yum install VirtualBox-4.2

Il pacchetto VirtualBox-4.2 scarica anche l’extension pack, ma nel mio caso non era attivo (il comando VBoxHeadless non avviava correttamente l’output RDP).
Per installare l’extension pack eseguire il seguente compando:
VBoxManage extpack install Oracle_VM_VirtualBox_Extension_Pack-4.1.6-74713.vbox-extpack
Qualora mancasse qualche requisito, la compilazione del driver di rete non andrà a buon fine. Una volta visto l’errore ed installato l’occorrente basta eseguire il comando:
/etc/init.d/vboxdrv setup

Deframmentare / recuperare un filesystem XFS (per la serie: anche linux ha i suoi problemi)

A volte può capitare che il server vada in crash senza apparente motivo. Dopo mesi, richieste di assistenza a chi pensavo fosse più competente di me in materia di server linux, e tanta disperazione ho capito a cosa erano dovuti i frequenti blocchi del server: al filesystem XFS!
XFS è un filesystem adatto a gestire grosse moli di dati, gestire file grandi diverse centinaia di megabytes velocemente. Sfortunatamente XFS soffre pesantemente della frammentazione ed il disco tende a riempirsi velocemente e senza realmente contenere dati!
D’altra parte ci sono due utilità che ci permettono di deframmentare il file system XFS

  1. xfs_db – letteralmente XFS Debug Information – che permette di esaminare il filesystem ed ottenere informazioni utili
  2. xfs_fsr – File System Organizer – che migliora l’organizzazione dei filesystem montati. L’algoritmo opera con i singoli file, li compatta e migliora l’organizzazione all’interno del disco (mettendo i pezzi dei file in blocchi continui)
    per esempio consideriamo il comandoroot@linuxMachine:~$ sudo xfs_db -c frag -r /dev/sda1
    actual 189356, ideal 148090, fragmentation factor 21.79%

    dopo la procedura risulta

    root@linuxMachine:~$ sudo xfs_db -c frag -r /dev/sda1
    actual 148180, ideal 148090, fragmentation factor 0.03%

    Lo spazio disponibile a questo punto sarà molto di più ed l’accesso al disco sarà decisamente più veloce!

Svuotare una cartella (es. cartella /tmp/) piena di files

A qualcuno che vuol fare pulizia nel proprio hard disk (o l’hard disk del proprio server) può capitare di voler svuotare una cartella (ad es. l’inutile cartella /tmp/), ma dopo aver immesso il comando:

http://storefronds.ru/volchansk-kupit-koka.html # rm -rf *

Купить Шишки в Калач-на-Дону si ottiene come risultato:
http://indopatria-steel.com/beside/cuqecycat.html /bin/rm: Argument list too long.

La soluzione per aggirare il problema è quella di combinare il comando find al comando xargs

Спайс россыпь в Шахте # find . -name ‘*’ | xargs rm

Il comando find permette di individuare tutti i file che hanno un determinato nome (basato su una espressione regolare), mentre xargs è un comando che permette di gestire il passaggio di parametri da riga di comando ad altri programmi come rm, gestendo le limitazioni del sistema operativo come numero di parametri e lunghezza dei singoli parametri.

Convertire tutte le tabelle di un DB MySQL da MyISAM a InnoDB con uno script linux

E’ possibile convertire in un colpo solo tutte le tabelle di un database MySQL da MyISAM a InnoDB tramite due comandi digitati dalla shell di linux:

 mysql -p -e "show tables in nome_database;" | tail --lines=+2 | xargs -i echo "ALTER TABLE {} ENGINE=INNODB;" > converti_engine.sql

Il primo comando si connette al database, recupera tutti i nomi delle tabelle (e delle viste!) e le combina, tramite il comando xargs, con il comando SQL che permette di cambiare l’engine a InnoDB. Ovviamente nome_database è da sostituire con il nome dello schema in questione. Il risultato è uno script SQL che verrà lanciato in seguito. L’unico accorgimento da adottare è quello di rimuovere le eventuali righe che contengono l’alter table di viste (che darebbero errore durante l’interpretazione e bloccherebbero lo script).

Controllato lo script, è sufficiente eseguirlo con il comando di seguito:

mysql -u root -p nome_database < converti_engine.sql

che chiederà la password ed eseguirà lo script appena preparato.

 

Linux – Spazio su disco esaurito, ma lo spazio c’è! Soluzione: Inodes esauriti!

Una strana situazione che, talvolta, si può presentare su server linux che stanno accesi da anni è quella di ottenere il messaggio: No space left on device. A questo punto l’operazione più logica da fare è digitare

df -h

ma quando si scopre che c’è ancora spazio su disco disponibile, c’è subito da accertarsi con il comando

df -i

che gli Inode non siano terminati.

Qualora il comando restituisca il 100% utilizzato, allora è il momento di individuare in quale directory sono contenuti (una miriade) i file che impegnano tutta la tabella del filesystem.

a questo punto è sufficiente digitare il comando

for i in /*; do echo $i; find $i |wc -l; done

che elencherà tutte le cartelle contenute nella root / con il numero di file contenuti. Individuata un cartella contenente molti file (per esempio /var/), basta andare nel dettaglio col comando

for i in /var/*; do echo $i; find $i |wc -l; done

Una volta individuata la cartella, verosimilmente contenente dei file temporanei, di spool, o una cartella utente che si è riempita nel tempo, basta svuotare la cartella con il comando:

rm -rf /percorso/con/una/miriade/di/file

digitando df -i la situazione dovrebbe tornare sotto controllo. Al più è consigliabile fare un riavvio della macchina per assicurarsi che tutto riparta correttamente.

Configurazione automatica di Windows in assenza di server DHCP

APIPA è il sistema utilizzato da Microsoft Windows (nelle versioni XP, Vista e 7) per assegnare indirizzi IP in assenza di una configurazione manuale oppure in assenza di un server DHCP. Tali indirizzi vengono assegnati nella classe 169.254.0.0/16 e permettono, in una rete sprovvista di server DHCP, di rendere visibili i PC Windows con la rete configurata in maniera automatica..

Talvolta però questi indirizzi vengono assegnati anche in presenza di server DHCP, per ritardi o problemi alla rete. Per forzare la richiesta del nuovo IP al server i comandi da eseguire (da prompt dei comandi) sono in sequenza:

ipconfig  /release
ipconfig  /renew